La Terra dei Cambi

Sanremo – Roma Termini. Dopo una settimana passata a Sanremo a seguire il Festival per un programma tv (#sanremoinside), viene il momento di tornare a Roma.

Saliamo sul treno diretto, ci addormentiamo, ci risvegliamo a Termini.

Immagine

Questo è il piano

Niente di più facile.

Il 17 gennaio, però, ad Andora (Liguria) è deragliato il treno Milano-Ventimiglia. E lì è rimasto, con tutte le conseguenze del caso. Conseguenze che se ne infischiano se a Sanremo, dal 18 al 22 febbraio, si svolge il più importante Festival della Canzone Italiana.

Siamo in tre: io, Antonella e Valeria. Percorriamo i 18 km della stazione (deserta, e c’è un motivo) di Sanremo per approdare al binario 2. Il primo di una lunga serie. Siamo ancora freschi e protetti dalla nostra ignoranza. Ci diciamo che, alla fine, basta solo arrivare a Genova per trovare un treno diretto. Già.

Immagine

Tanto viaggiamo leggeri

Dopo aver fatto ordine con i biglietti, su cui il simpatico omino delle FS aveva scritto orari sbagliati, capiamo che la strada subirà qualche piccola deviazione.

Sanremo-Diano Marina è solo la prima tratta. Dobbiamo uscire dalla stazione e montare a bordo di un pullman soffocato da un caldo che a febbraio non ha proprio senso. Il pullman parte con una sicurezza sorridente da agente immobiliare, addenta curve ardite e Antonella già non si sente tanto bene. Arriviamo ad Andora sani, salvi e asciutti, e come viaggiatori professionisti saliamo sul treno diretto a Genova Brignole.

C’è solo il tempo per sistemare i bagagli, i manifesti di Sanremo che già non sopportiamo più, e prendere fiato. A che ora arriviamo a Brignole?

Una voce emerge nascosta dietro a chissà quale sedile: “non va a Brignole questo”. Come non va a Brignole? E dove va? Meglio chiedere al controllore appena arriva.

Passano 15 minuti e il controllore non arriva. Capiamo che dobbiamo cavarcela da soli. Un veloce calcolo, azzardate scommesse su eventuali ritardi e aggiorniamo al volo il piano meglio di un tomtom: scenderemo a Savona e lì prenderemo il treno per Brignole. Va bene, dopo basta, però.

A Savona scendiamo dal treno e una domanda ci assale: dov’è la stazione? A destra e a sinistra c’è solo un lungo binario. Oltretutto, non vediamo neppure sottopassaggi, né tantomeno un ambasciatore delle Ferrovie dello Stato disposto a indicarci la via. Una ragazza cinese si avvia sconsolata sussurrando un fragilissimo “oh mamma mia”.

Dietro di noi, intanto, è comparso un bambino.

Avrà 2 anni e ci guarda con occhioni liquidi e terrorizzati. Suo papà è lì in fondo, che corre come una gazzella verso l’orizzonte. Antonella gli urla che non si lasciano così i bambini, ma quello niente, dominato dal panico dei sottopassaggi invisibili non ci vuol sentire. Ecco, ci mancava il bambino. Ora noi, con trolley, zaini, computer e manifesti di Sanremo, dobbiamo pure accucciarci e dirgli che va tutto bene, e bloccare il pianto sul nascere. Ma come non spaventarsi di una persona che ti sorride stringendo sottobraccio i manifesti di Sanremo?

Trovato il sottopassaggio, restituito l’infante all’infausto padre, ci dirigiamo verso il nostro binario. Il paesaggio che abbiamo davanti agli occhi è allegro come il deserto del Gobi.

 Immagine

Ritroviamo la coppia di cinesi, ancora increduli di cotanta disorganizzazione. Antonella si avventura in cerca di un bar, solo per poi riemergere dalle viscere della Terra con la peggiore delle notizie: “Niente bar qui sotto”.

Immagine

Antonella finge entusiasmo con i manifesti di Sanremo sottobraccio 

Ci mettiamo un po’ a scoprire dove si trova il bar: è laggiù, dietro quella coltre di nubi. Ce la possiamo fare.

Abbiamo incontrato un bambino, ora tocca a qualcun altro. Nei due minuti in cui lascio sola Antonella, ecco che si palesa la matta. Si affianca a lei e a un ragazzo africano, e si avventura in un’orazione sulla necessità dell’espulsione immediata di tutti gli immigrati. E non solo. Visto che Antonella opta per l’ignoramento (detto anche “fare l’indiano” a proposito di immigrati), questa si scaglia contro di lei, affermando che è maleducazione non assentire con chi propone tali soluzioni. Purtroppo quando arrivo io è già tutto finito, e posso godermi solo il piacere dell’immaginazione.

Ricapitoliamo: abbiamo sbagliato treno, incontrato un bambino abbandonato e discusso con una pazza. Cos’altro manca? Una donna incinta? Uno sciame di cavallette? Uno scippo?

Il treno che ci porta fino a Brignole è in ritardo. 12 minuti. Si paventa l’ipotesi che…nonono.

Proviamo a distrarci. Ci sono gli stranieri a bordo, ecco, ridiamo degli stranieri che si cagano sotto ogni volta che devono prendere la coincidenza in Italia. Ah ah.

Niente da fare, per quanto ci sforziamo, quelle due parole, “perdere” e “coincidenza”, si attraggono l’un l’altra come magneti ghignanti.

Il treno sembra recuperare. 12 minuti. 11. 10. A 9 minuti chiudiamo gli occhi e preghiamo che non succeda nulla: non un suicidio sui binari, non un guasto, non una vacca kamikaze.

Ce la facciamo. Il Frecciabianca diretto a Roma ci accoglie bonario nella sua pancia mezzavuota. E pazienza che l’aria condizionata sia accesa a febbraio, o che il vagone ristorante proponga solo un pacco di Ringo mezzo sbriciolato da un euro e cinquanta. M’incanto davanti a Toscana a Lazio scorrermi sotto agli occhi finché non mi addormento anche io. Ce l’abbiamo fatta. Ma non ad arrivare a Roma, no. A non gettar via i manifesti di Sanremo. Ecco, se possibile, evitate di viaggiare con dei manifesti di Sanremo sottobraccio.

Immagine

(Perché la terra dei cambi è la terra dei cambi)

Skaiosgaio

Scritto ascoltando “Scalpel” degli Alice in Chains

Annunci

4 thoughts on “La Terra dei Cambi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...