Memoria dal sottosuolo

Città di Troia, 1220 a.C. grossomodo. È notte. Un silenzio che non si sentiva da anni. Fuori dalle porte della città, da tempo assediata da Achei e Testimoni di Geova, misteriosamente non c’è più nessuno. Attanasio, soldato semplice troiano, è di guardia. Apre le porte della città per fare una pipì calda e fumante sugli asparagi che se magnano i Gresci. Alza gli occhi e si bagna i sandaletti. Davanti a lui, imponente, un gigantesco cavallo di legno. Lì in fondo, al largo, le navi achee se ne vanno con la coda sotto le chiglie. Attanasio ride sdentato e corre a svegliare i compagni.

“Gli Achei se ne vanno! Ci hanno regalato questo comodo soprammobile per scusarsi dei disagi!”

E’ festa a Troia. Il cavallo viene portato dentro, si stappano le bottiglie di vino, si convocano un po’ di giovinetti sbarbatelli (si usava andare coi minorenni, all’epoca), girano spinelli mentre qualcuno intona “Sweet Home Cittàditroia” con il flauto di Pan. Ma, dentro al cavallo, qualcuno sghignazza. Sono Achei, e sono armati fino ai denti. Sono guidati da Odisseo, l’ideatore del barbatrucco del cavallo. C’ha messo un sacco di tempo per rendere il cavallo una realtà: quando ha avuto l’idea, è corso a parlarne coi superiori, che però erano in ferie. Allora è andato all’Ufficio Strategia Militare, ha aspettato l’impiegato che era al bar, ha compilato il modulo, ha comprato la marca da bollo da 14 dracme e 62 e ha aspettato. Niente. Mesi dopo è tornato all’ufficio, e un’altra impiegata gli ha detto che no, non ne sapeva nulla, forse la richiesta era andata perduta, ma che ora non aveva i moduli perché lo scriba era guasto e stavano aspettando il tecnico. Odisseo ha aspettato una settimana e mezza (c’era il ponte). Si è ripresentato e ha trovato una fila di 90 persone. Sconfortato, ha passato in sala d’aspetto tutta la mattina, con un anziano cieco che gli raccontava sempre le stesse cose. Arrivato il suo turno, Odisseo ha rifatto la trafila burocratica, ha rimesso la marca da bollo, è andato al 3° piano a consegnare la richiesta ed è tornato a notte fonda alla sua tenda, distrutto. Quattro anni dopo, con il cambio di governo e delle dirigenze, l’hanno richiamato e gli hanno detto: “Grande, ottima idea! Facciamolo”. Così è nato il Cavallo di Troia. E sta per entrare in scena. Fate attenzione troiani!

Ma i troiani sono troppo sbronzi per sentire il mio allarme, che arriva più di 3000 anni dopo.

ImmagineAttanasio e la festa di Troia

A Troia dormono tutti, perché l’alcol proprio non lo reggono. Sono stati sobri per tutti questi anni di assedio e ora il fegato è fuori allenamento. Il cavallo si apre, piove una corda e gli Achei fuoriescono uno dopo l’altro, in silenzio (i commentatori non ci dicono da che parte del cavallo sono fuoriusciti). Qualcuno beve un bicchiere di vino e viene redarguito in silenzio da Odisseo. Un altro inciampa in un gatto, e Odisseo allarga le braccia “Regà, checcazzo però!”. Odisseo corre ad aprire le porte della città. Gli altri Achei, furbini, sono già lì fuori. Entrano in massa e prendono a mazzate tutti quanti. La città di Troia, dopo anni di resistenza, è caduta. Odisseo, con una mossa che verrà studiata PER SEMPRE nei manuali di strategia militare, ha vinto sia la guerra che la burocrazia. Con un sandaletto sul cadavere di Attanasio, Odisseo guarda la Luna e pensa:

“La mia impresa verrà ricordata per sempre!”

Roma, 2013 d.C., sulla metro A. La gente si fa i fatti suoi. Chi chiacchiera, chi ascolta musica, chi legge. Un signore grosso, dal capello bianco un po’ lungo e la pancia gonfia di carbonara, è assorto nella lettura di un quotidiano. Il naso scatta all’insù. L’uomo guarda qualcuno davanti a sé e, con un vocione pavarottiano, chiede a tutta Roma:

“Ma poi, a’a fine, tra Gresci e Trojani….chi è che ha vinto?”

Qualcuno sussurra qualcosa. Lui annuisce felice.

“I Trojani, ve’? Grazzie a que’a cosa der cavallo!”

Ride grasso e torna a leggere.

Immagine“Tutta ‘sta fatica pe’ gnente!”

Skaiosgaio

Scritto ascoltando “Should I stay or should I go” dei Clash

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