Vado…l’evangelizzo e torno.

DIstrazione

Linea 14. Quando salgono a bordo del tram un gelo sottile ci invade tutti. Chi sono costoro? Sono tanti, una ventina almeno. Tutti giovani. Tutti tirati a lucido: giacca e cravatta gli uomini, vestiti anni Cinquanta le donne. Qualcuno di loro porta una valigetta sospetta. Dunque, chi sono? Testimoni di Geova? Agenti immobiliari? Venditori di contratti telefonici? Uno di loro, un tipetto magro, pallido e con due fondi di bottiglia sul naso, si avvicina al più grasso di loro e lo redarguisce: non può fare di testa sua, gli dice. Doveva salire dal retro.

Allungo il collo e vedo che questi personaggi portano con sé delle Bibbie. E mi chiedo perché diavolo i membri delle sette religiose debbano sempre rendersi ridicoli vestendo abiti improbabili. Ci guardano.

Immagine“Salve, fratelli!”

Due ragazze chiacchierano alle mie spalle. Parlano di parabole evangeliche come io e Stefano parliamo di Breaking Bad. Con passione.

Mi intasco veloce le facce delle persone intorno a me: un giovane nordafricano si vede circondato, si guarda le spalle come Bruce Lee quando percepisce che tira una brutta aria. Una giovane cinese si innesta le cuffie nelle orecchie e spara a palla la musica. Una signora discute con foga al cellulare, e mi piace pensare che quel cellulare sia, in realtà, spento. C’è solo un pensiero che appanna i finestrini del tram: “ti prego, non convertirmi. Non all’ora di cena”. I passeggeri in giacca e cravatta, però, restano immobili.

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Mi siedo, e mentre la solita via Prenestina mi cola davanti, un volantino mi compare sotto al naso. Un grande punto di domanda al centro, intorno la scritta “Chi è Gesù?”. A porgermelo è una delle due ragazze di prima. Mi sorride e mi invita a uno studio biblico, per conoscerlo attraverso le Scritture.

porgi_laltra_guancia_bud_spencer_franco_rossi_010_jpg_itkyVa bene ragazza, parliamone.

Con una sintesi di cui mi credevo incapace, le spiego quello che penso: Gesù è il personaggio più complesso della Storia. La Bibbia è il testo più complesso della Storia. Né uno né l’altro vanno presi alla lettera, ignorando profondità di racconto e aspetto letterario che tanto hanno fatto per la cultura mondiale. Me lo tengo per me, ma sono scettico che chiunque, sulla via Prenestina, possa illuminarmi su questa spinosa questione.

Caravaggio-The_Conversion_on_the_Way_to_DamascusSan Paolo folgorato sulla via Prenestina. Anche allora i mezzi erano quello che erano.

Cerco di tenermi lontano dalle correnti di pensiero altrui per cercarmi la mia. Lei non ribatte. Mi dice che faccio bene. Non aggiunge nulla, neanche un “ma”.

Io loro li conosco. Li ho visti una volta che cantavano canzoni bruttarelle a Villa Gordiani, tra sportivi che facevano jogging e pensionati che mangiavano il gelato. La ragazza continua a sorridermi e le chiedo chi siano loro. Sono evangelici pentecostali. Mi incuriosisce, voglio saperne di più.

Lei è gentilissima e ignora che io voglia scavare dentro la sua vita personale per capire cos’abbia generato tanto fanatismo. È a Roma solo da due mesi e vive in un collegio pentecostale. Ha 23 anni ed è siciliana. Di famiglia non è cattolica, è sempre stata pentecostale. Suo padre se ne è andato di casa quando lei era piccola, e quando lo dice la voce un po’ le vacilla. Mi racconta che per un periodo della sua vita si è allontanata dalla religione di famiglia.

– Fammi indovinare: a 17 anni.

– 16.

E’ commossa quando lo dice, ma ci spolvera sopra un po’ di orgoglio. Poi ha ritrovato Dio.

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E un giorno, suo papà è tornato a casa.

Le dico che è una cosa bella e rara, e lei mi dice che ho ragione. E, aggiunge, alla fine pure suo papà si è convertito.

– Convertito?

– Ha ritrovato Dio.

– Era ateo?

– Ha ritrovato Dio.

Non insisto. Basta darle il “La” che subito parte e parla, parla, parla. Non so più se è lei che cerca di convertire me o io che cerco di capire lei. Mi spiega che se si guarda nel proprio cuore e si ascolta, Gesù ti parla. E che lei ha pregato tanto, per suo padre, per se stessa, e che Dio l’ha ascoltata. Ha l’occhietto spiritato come un grillino. Però le credo. Mi dice che devo avere fede, che Gesù esiste e ascolta sempre le tue preghiere.

– Anche quelle sull’Atac?

marchese_del_grilloBuontempone

Ride. Scendo alla mia fermata, che in realtà è già passata. Ho già un piede fuori e lei mi saluta rassicurandomi: pregherà per me.

Skaiosgaio

Scritto ascoltando “Packard Goose” di Frank Zappa

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Tris

DIstrazione

Linea 451

Siamo tutti ammassati sulla banchina, come pinguini prima del tuffo. Il 451 non si fa vedere da un po’.

Sofia, una signora di una certa età, cammina avanti e indietro borbottando frasi inviperite contro l’atac.

Immagine

Ogni critica è accolta dall’azienda con serenità e apertura

L’autobus sbuca da dietro la curva, lento e goffo come un cargo. Non fa in tempo a raffreddarsi che già fa indigestione di clienti stanchi del lavoro. Appeso come uno scimpanzè, scopro di essere compagno di “apposito sostegno” proprio di Sofia. La guardo meglio: capello sciupato ma ancora biondo, vestita elegante, meno rughe in viso di quello che credevo. Non c’è dubbio: Sofia è più giovane di quello che sembra.

Mi fisso a guardare gli sfasciacarrozze di Viale Togliatti: uno attaccato all’altro, come clienti atac.

ImmagineIn attesa dell’autobus in Viale Togliatti

Sofia si lascia andare in piccole confessioni su quanto la infastidisca la gente maleducata sugli autobus, e quelli che non pagano il biglietto. Alla fine, dice sconsolata, questi la fanno sempre franca.

Annuisco, ma non dico nulla.

Mi dice dove lavora, cosa fa, e mi illustra il lungo viaggio che compie ogni giorno per tornare a casa. È una conversazione come le altre, di quelle che nascono e muoiono sui mezzi, di cui non te ne frega niente, che riempiono i buchi di una canzone o le pause da un libro. Finché Sofia non mi racconta che il marito l’ha lasciata.

Fermi tutti. Io sono un perfetto estraneo, per lei oltre che per me stesso. Non è il genere di cose che si raccontano su Viale Togliatti, tra prati abbandonati e auto in coda sulla Casilina.

Ha solo 14 anni quando lo incontra, ed è subito amore. Anni di fidanzamento, più di 30 anni di matrimonio, figli e mutuo compresi. Con un giro di parole, così elegante che non riesco a ricostruirlo, mi fa capire che in mezzo a tutto questo c’era un’altra donna.

Prende una pausa, annuisce inseguendo il rotolo di pensieri, e mi indica il 3 con le dita.

Un bel tris di corna.

pasticc

Come lo vole er cornetto, signorì? (Non facciamo gli spiritosi)

Intorno a noi è tutto un bling e ping di i-phone e android. Sembra di stare in una sala giochi. Qualcuno da lontano si ascolta un pezzo rock anni Ottanta. Tendo l’orecchio ma no, non sono i Guns’n Roses.

– La prima volta l’ho perdontato. La seconda, a fatica, anche. Ma la terza…checcazzo.

Si sposta per far scendere un donnone molliccio e poi mi bisbiglia, sorridendo, che perseverare è diabolico. Si siede e mi fa accomodare al posto accanto, che è libero

– Mo ce sediamo noi, finalmente.

Mi racconta che non era bello, ma sapeva parlare molto bene. Le dico che questo tizio avrebbe dovuto fare il commerciante.  Lei sgrana gli occhi:

– Infatti fa il commerciante!

Ancora una volta, sottovalutare la potenza della parola ha portato guai.

Eccolo lì Cicerone, che volteggia sopra Centocelle. Ci sventola il De Oratore, si sistema la toga e ci fa il gesto dell’ombrello.

ImmagineCicerone si riposa dopo aver pronunciato le Casilinarie

Ormai ci conosciamo già da una ventina di minuti, che nel mondo dei mezzi pubblici equivale a qualche anno. Mi lancia un’occhiata da giocatore di golf prima dell’ultima buca:

– In 5 anni. Mi ha tradito 3 volte in 5 anni.

Non so che rispondere.

– Alla terza me so’ rotta le palle.

Sofia ora sta con un altro. I figli grossomodo hanno accettato la cosa. Quando il Don Giovanni ritorna a casa (che comunque è pure sua), lei lo accoglie con un sorriso ed esce finché lui non se ne va.

Devo scendere. Ci salutiamo e corro verso il 14, che mi chiude le porte sul naso e fa per partire. Tiro una manata alla Bud Spencer contro il vetro. Funziona, mi apre.

Skaiosgaio

Scritto ascoltando “3d stone from the sun” di Jimi Hendrix