Breaking Mad

L’autobus 451 ci ha sempre regalato dei momenti interessanti. Sarà l’aria di Viale Togliatti, crocevia di case, campi rom, scuole e sale slot. O forse è solo il caldo, che ci rincoglionisce tutti quanti.

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1997: Fuga da New York. Girato in Viale Togliatti.

La storia di questa settimana è di nuovo ambientata a bordo di quest’autobus. L’aria condizionata mi rinfresca i capelli mentre il corpo bolle al sole. In fondo, un piccolo branco di ragazzini blatera di cazzate, con voce troppo alta e muscoli invisibili messi in mostra.

Fermata dopo fermata, l’autobus si riempie. Una ragazza dai capelli rossi si aggrappa vicino a me, gli occhi azzurri sfiniti. Sembra un naufrago, stretta alla scialuppa mentre osserva l’acqua salirle addosso, dalle caviglie, sempre più su. Siamo stretti, insomma. È il momento ideale per il Bulldozer di Centocelle. È un omone gigantesco, una folta capigliatura brizzolata chiusa in una coda di cavallo, muscolosa pure lei, e una barba da lottatore armeno. Si fa spazio tra i giovinastri spostandoli con il mignolo. Tuona un “permesso” che apre un varco. Mosè aveva dovuto allargare le braccia, lui invece non ne ha bisogno.

– Te lo devo dare il permesso! Maleducato!

Ci voltiamo tutti. L’omone ha di fronte un ometto poco più giovane di lui, panciuto e con gli occhiali. Sbraita isterico in faccia al Bulldozer di Centocelle.

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Spaccato di vita quotidiana a bordo di un autobus in Viale Togliatti

Me lo vedo già spiaccicato sul vetro da una manata, o rimpicciolito di 20 cm da un cazzottone sul capo. Invece Bulldozer non replica. Ha capito che l’uomo di fronte a lui è…pazzo.

– Chi mi ha dato del pazzo?!

L’ometto si fa strada e raggiunge un signore più anziano. Riprende a sbraitare, mentre intorno a lui la gente lo prega di calmarsi. I ragazzini dietro di me sghignazzano divertiti, ma nelle loro voci si intuisce un po’ di paura. L’ometto ora è passato a urlare a un ragazzo, che gli ha intimato di farla finita.

– Sono un dottore di ricerca! Sono un dottore di ricerca!

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Un dottore di ricerca?

“Poveraccio” pensiamo tutti “e come biasimarlo?”. Sono un dottore di ricerca! Glielo urla in faccia come se lo stesse mandando affanculo. Il viso rosso e le vene in fuori.

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Sono un dottore di ricerca!

L’autobus si ferma al semaforo. L’autista si affaccia, chiede cosa stia succedendo ma nessuno lo ascolta. La ragazza dai capelli rossi chiude gli occhi e sospira: “Devo essere al lavoro tra 10 minuti”.

Mentre poco più in là sta per scoppiare la rissa totale, le domando che lavoro fa. “Call center” mi risponde con gli occhi bassi.

La situazione degenera. L’ometto ritorna dall’uomo più anziano, capelli bianchi e muscoli appassiti ma pieni di fibra. È uno di quella zona, si vede. E non ci metterà due minuti a pilotargli un cazzotto in bocca, se continua così. L’ometto è irrefrenabile: un fiume in piena, gli vomita addosso insulti, non riesce a fermarsi.

– Stupido! Stupido! Stupido! Stupido! Stupido! Stupido! 

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…e così via.

Mi domando come mai nessuno l’ha ancora menato. Qui le persone non vanno molto per il sottile. E, detto fatto, Capelli Bianchi scatta. Per fortuna l’autobus è zeppo e i due non riescono neanche a sfiorarsi, trattenuti entrambi dai passeggeri. Sembrano due cani con un guinzaglio troppo corto.

Le porte si aprono. Siamo ancora al semaforo, tra Viale Togliatti e via Casilina. Due uomini, capelli neri e gel, si avvicinano all’ometto. Gli sussurrano delle parole che lo calmano all’istante.

Scendono assieme.

È un miracolo? Sono dei messia?

No. Solo due poliziotti in borghese che, per caso, erano a bordo del bus.

Intravediamo l’ometto portato in disparte cercare disperatamente di spiegare le sue ragioni. Esibisce un documento di identità mentre alle sue spalle si ferma un auto della Vigilanza Privata. I due lo invitano a salire assieme.

La voce, tra i passeggeri, si sparge subito. “Che sfiga”. Per fare il pazzo, tra tutti gli autobus incustoditi di Roma, l’ometto ha scelto quello con tutti i comfort: aria condizionata e polizia.

Il Bulldozer di Centocelle osserva l’auto allontanarsi. Si volta verso la moglie e, come se niente fosse successo, le ricorda di scendere la prossima.

  Skaiosgaio

Scritto ascoltando “Dune Buggy” degli Oliver Onions.

Non può mancare questa clip. Ringrazio Dario Cossi per la segnalazione!

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2 thoughts on “Breaking Mad

  1. Son mi che te ringrazio, te me ga reso felice. E insomma oltre che molto stressante cior il bus Roma xe anche pericoloso. No me stupissi, con tuti quei ultras, poi. ma l’agressività xe una roba endemica a una bona fetta dela popolazion italica da Roma in zò, la voia irrefrenabile de menar le mani, con qualsiasi scusa. Azzeccatissime come sempre le foto. Che po’ al s’ciopà no ghe sarà suceso niente (con che imputazion, “rotura de cojoni”?) E zò no i temi la legge, anzi. La affronta come un nemico. Ma dime, se vedi controlori a Roma? mi de quando son tornà li beco ogni giorno.

    • Più che altro Roma è una città grande e le probabilità di trovare matti è più alta. Anche a Milano o Torino succede di tutto, e sono molto a Nord! Comunque non penso gli abbiano fatto niente: l’avranno fatto calmare, al massimo segnalato, figurati se perdono tempo per una piccolezza del genere. Controllori ce ne sono sui mezzi a Roma, ma pochi. Quest’anno li avrò beccati al max 2 volte!

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