Waiting for the law

Stazione metro A – Spagna. Una ragazza zingaresca solleva la maglietta e sfoggia un bel pancione. Un uomo grasso, pelato e dal baffo folto d’osteria, indietreggia ringhiando. A fianco della panciuta, un’altra donna rom, in un’elegante gonna arancione e con un bimbo piccolissimo tra le braccia. 

Arriva il treno. Nuovo e pulito. E’ la linea A, signori. (Visto che il biglietto lo vale il vostro euroecinquanta?) 

La panciuta si avvicina alle rotaie. Baffo le si para davanti e allarga le braccia per impedirle di proseguire, come un difensore di basket. E’ uno scontro tra pance. Anche l’altra si muove e la figlia di lui prova a fermarla. L’uomo le va in aiuto e la panciuta schizza dentro al vagone. Baffo prova a tirarla per la maglia, questa strilla che è incinta e lui la lascia. Le porte si chiudono. Il treno scompare.

Sento aria di prossimo post su Mezzinudi e mi avvicino, le mani dietro la schiena come un pensionato. Una ragazza italiana mi guarda sfinita da dietro i suoi occhiali quadrati. Sta facendo da interprete tra l’inglese sdentato di Baffo, rumeno, e la folla che si sta via via avvicinando. Mi spiega cos’è successo: la figlia di Baffo (Baffina) è stata derubata del portafoglio da una delle due zingare, rumene anch’esse. La zingara rimasta nega ma Baffo e Baffina sono sicuri. L’hanno vista. Chi ha ragione? E se è vero ciò che dicono: ha ancora lei il portafoglio?

Forse un rumeno che scippa un italiano non fa notizia. Ma un rumeno che scippa un rumeno a Roma?

Baffo ha una forza d’altri tempi. Balbetta parole in inglese e punta il dito calloso contro la zingara, che si stringe al petto il bambino. E’ una ladra. Vuole la polizia!

Apriti cielo. Vi ricordate il post pickpocket? Ecco. 

Il prossimo treno arriva tra 5 minuti. Nessun agente all’orizzonte. Baffo è fortunato che si trova a Roma: in un’altra metropoli con i mezzi funzionanti avrebbe avuto a disposizione solo 2 minuti per tener a bada la (presunta) ladra. Una signora si propone di andare ad allertare qualcuno. Sale le scale e scompare. 

Baffo, Baffina e zingara cominciano a litigare in un misto tra italiano e inglese. Baffina, stremata, le si rivolge in italiano:

– Siamo rumeni entrambi!

E’ una frase che dice molto. Baffo chiede dove sia la Polizia e un signore italiano non riesce a trattenere una risatina amara. 

Un uomo al mio fianco, dal fortissimo accento dell’Est, propone di sterminare tutti gli zingari. Questa sì che è integrazione! 

Non arriva nessuno e Baffo accusa segni di stanchezza. Poi pensa alla grappa e un’energia improvvisa lo rianima. Mi dispiace vederlo così e decido di andare io ad allertare qualcuno. 

Salgo le scale e trovo un solo agente di sicurezza. Sta parlando con Baffina, ma non sembrano comprendersi molto. Gli dico che deve scendere, che appena arriva il treno significa tanti saluti alla zingara che -forse- ha il portafoglio rubato. L’agente mi dice che non può muoversi perché è da solo. 

– Il mio collega è andato di sopra. 

Riscendo. Quando una signora italiana rassicura Baffo che la Polizia sta arrivano, mi si stringe il cuore. 

La gente è sempre più numerosa e nessuno capisce perché diavolo una stazione come Spagna (piazza di Spagna, ok?) abbia un solo agente di sicurezza. Che non può muoversi, come quelle guardie inglesi a Buckingham Palace. 

Risalgo. Dai, non possiamo fare sta figuraccia. Appena approdo alla stazioncina trovo 2 agenti, uno dei quali con un caffè. Oltre a loro, un giovane dipendente dell’atac ascolta le imprecazioni di Baffina. Lui, per fortuna, scende. Appena gli chiedo perché questa scarsità di attenzioni, precisa subito che lui non è un poliziotto. Quando gli chiedo cosa sarebbe successo se un folle avesse estratto un coltello, non mi risponde. 

Sono passati già 4 treni e ancora nessun agente in vista. Baffo però ha vinto: la zingara non accenna a scappare. Ogni tanto accarezza il bimbo che stringe tra le braccia, gli calza la cuffietta e la coperta.

Baffo mi chiede perché non scenda nessuno. Cerco una risposta per salvare la faccia del mio Paese -piuttosto indifendibile- quando finalmente una guardia giurata fa capolino dalle scale.

Scende i gradini con l’eleganza di Wanda Osiris. E’ bellissimo. Arriva illuminato dalle luci artificiali, circondato da turisti giapponesi e saluta tutti con un sorriso sicuro. Sembra di essere a Forum.

La cosa bella, però, è che Baffo, Baffina e zingara ormai hanno preso a parlare tra di loro in rumeno. Litigano, sbraitano e tornano calmi. Tra loro s’erge la figura dell’agente. Li guarda soddisfatto.

Poi arriva la proposta:

– Andiamo tutti di sopra?

Silenzio. Baffo e zingara si guardano. Annuiscono e seguono l’agente, che li scorta con un sorriso.

La Polizia arriverà, dice. Tanto fino alle 23.30 la stazione non chiude.

 Skaiosgaio

Immagine

 

 

 

 

 

 

 

 

Scritto ascoltano “Il giardino del Mago” del Banco del mutuo soccorso

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9 thoughts on “Waiting for the law

  1. “Forse un rumeno che scippa un italiano non fa notizia. Ma un rumeno che scippa un rumeno a Roma?”

    65% dei reati commessi da romeni in Italia hanno per vittimie altri romeni.

  2. Rido per la situazione e piango per la situazione. Rido per il siparietto divertente e piango per la velocità e la serietà delle nostre forze d’armi. Spero di non averne mai bisogno, a questo punto, in alternativa mi riguarderò il film “Giustizia privata” 🙂
    Bella storia!

  3. e questo spiega perché tanti reati in Italia no vien denunciadi. nisun ga fiducia nela giustizia. Il tuo senso civico xe encomiabile, di9mostrado anche nel caso del can sul Tagliamento. M ase te scontri sempre contro un murode gomma. Mi ammetto ceh in sto caso me saria fatto i santissimi cazi miei e gavessi tirá drito. Go za i problemi miei, no go tempo per quei dei altri. I zingari che ruba no varda in faccia a nisun, la vittiam podeva esser chiunque. E te conossi el looro tecniche. Un ruba, assa il portaglioa un altro, cussí che anche se beca láutor del furto, questo xe za senza refurtiva. 10 a 1 che ormai la baba no gaveva piú il portafoglio. Se te vol te la dago mi un´ ltrra segnalazion. ameno qualche anno fa, il 40% dei romeni ricercadi all´estero con mandato internazional se trovava in italia.

  4. comunque ghe andassi pian a considerar i zingari “romeni” . I romeni te ripeterá fin ala nausea che lori no xe zingari. No se trata de eser razzisti, ma de non eser superficiali e riconoser le differenze d´origine tra le persone. Penso de gaver competenza in materia dato il mio lungo soggiorno in Romania

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