Suda che ti passa

Linea 451. Si schiatta. Il sole cuoce l’autobus che a sua volta friziona viale Togliatti con i suoi pneumatici bollenti. Dentro, una quarantina di persone si destreggia per non appiccicarsi le schiene fradice di secrezioni estive. 

Rimaniamo immobili ai nostri posti, come le iguane, per non accaldarci ancora di più. E’ tutto in equilibrio. Finché non giunge il Fenomeno. 

E’ un ragazzo di circa 25 anni, e sale a bordo con la camicia aperta e un fisico deprimente in bella mostra. Boccheggia. Si capisce da subito che non è un giovanotto quieto. Non c’è posto a sedere, dunque punta una signora che se ne sta seduta tranquilla con la sua borsa della spesa.  

-Signò, a’ prego me faccia sede’ che sto mmale!- 

La signora sgrana due occhi grossi come topi. E’ dunque giunto il giorno del contrappasso? I giovani che chiedono agli anziani il posto sull’autobus? No, è solo un problema di eroina. Il ragazzo seduto lì vicino assiste alla scena e corre a salvare la signora, cedendogli il posto. Il giovanotto ringrazia, e per tranquillizzare la signora pensa bene di spiegarle che non è per maleducazione, ma che è in crisi d’astinenza. 

La signora torna a guardare Viale Togliatti e finge di essere ungherese.

Il giovanotto, però, non è pago del posto a sedere. Con la mano passa a controllare i bocchettoni dell’aria condizionata, accesi da poco. Gronda sudore da tutti i pori. Deve averne più degli altri, perché è davvero in uno stato pietoso. 

– Capo!- si rivolge all’autista che lo ignora – Accendi l’aria condizionata! –

E’ accesa l’aria condizionata. Interviene un signore dall’altra parte del mezzo. E’ bassino ma bello grosso, le ascelle chiazzate e la pelle bruciata dai raggi uv. Ha capito il tipo e gli spiega che l’aria condizionata ha bisogno di tempo per rinfrescare l’ambiente.

– Ma sto in crisi d’astinenza!- urla il giovanotto dal fondo dell’autobus.  

L’uomo, dall’altra parte, gli mostra le nocche di una mano già abbondantemente tatuata:

– Leggi qua che me so’ scritto: BASTA. Io ho chiuso con quella robba!-

E’ così che comincia uno scambio di esperienze sull’eroina da una parte all’altra di un autobus pieno. Che roba usava, come la assumeva, quando. Insomma, un normale discorso da mezzo pubblico.

Il giovanotto alla fine gli fa i complimenti, sentiti per davvero. Anche lui vorrebbe chiudere ma è difficile, e poi si schiatta di caldo. 

– Je la poi fa’!- gli urla rassicurante l’uomo tarchiato, premendo il pulsante Stop.

– Prossima settimana vado in comunità – il giovanotto è speranzoso e sempre più sudato. Comincio a temere che in caso di frenata scivoli in braccio all’autista. – No je la faccio più! – 

Le porte si aprono. L’uomo gli sorride – Ti auguro tutto il bene del mondo – e scende. 

L’autobus riparte. Il giovanotto sembra essersi calmato. 

Skaiosgaio

Scritto ascoltando “Trains” dei Porcupine Tree. 

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3 thoughts on “Suda che ti passa

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